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Reportage
TERRA SANTA: LE TENSIONI DELLA SPIRITUALITA'
Modernità e tradizione in un paese dai mille volti
Abbiamo seguito i coraggiosi pellegrini
dell'ovest Milano in Terra Santa, oltre un centinaio,
provenienti da Milano, Assago, Buccinasco, Corsico, Cesano
Boscone, Trezzano sul Naviglio, Albairate, Gaggiano,
in una ricca ed intensa settimana in cui sono stati ripercorsi i
luoghi della Fede, della nascita, della vita, della morte, della
resurrezione di Gesù.
In questa terra, dove il Verbo si è fatto Carne,
i partecipanti al viaggio, hanno scoperto e conosciuto un paese,
la terra di Palestina e Israele: da Nazareth, a Betlemme, a
Gerico, a Cafarnao, al Mar Morto, al parco nazionale del Qumran,
a Gerusalemme; una terra
crocevia di popoli, culture, religioni e storia, dall'ottimo
clima; nel corso del viaggio i pellegrini hanno avuto anche interessanti incontri con
alcune autorità
locali, ma, di livello internazionale.

Gerusalemme: La spianata
delle Moschee
Prima del viaggio, luogo comune per tutti i
pellegrini, quando annunciavano agli amici, ai parenti, ai
vicini e ai negozianti sotto casa del loro viaggio, se ne sono
sentite dire dietro di tutti i colori: "Dove vai in
guerra?", "Stai attento, vedi di tornare!",
"Hai fatto testamento?", "Tutti i posti che ci
sono proprio lì dovevi andare, non potevi andare
altrove?"....e così via discorrendo. Addirittura una
pensionata vedova ha tenuto nascosto all'unica figlia la sua
meta onde evitare inutili apprensioni.

Gerusalemme
Purtroppo, oggi, si deve smentire questa
vox populi, di questa visione, che c'è nell'immaginario
collettivo, di un intero paese distrutto e in preda a continui
scontri e battaglie. Questo immaginario di questa realtà è
anche quella che crede lo stesso pellegrino e che gli sembra
essere confermato anche alla partenza in aeroporto, dove un
imponente numero di agenti italiani e israeliani effettuano
scrupolosi e attenti controlli, per la sicurezza di tutti.
L'incognita di trovare un paese
distrutto dalla guerra, rimane, finchè non si arriva
all'aeroporto "Ben Gurion" a Tel Aviv. Qui, si
scopre che nel paese che non trova la pace, nella terra
dei secolari conflitti, sembra un controsenso, non vi è aria di
guerra: superstrade, grattacieli, una terra deserta resa quasi
completamente coltivabile.
Invero, a quattro anni
dalla cosiddetta "Seconda Intifada" e in seguito
ai numerosi episodi di terrorismo, il numero dei
pellegrinaggi è calato in modo impressionante.
Il centro di Betlemme,
l'Albero della Pace (Betlehem Peace Center)
Ultimamente c'è una piccola
ripresa, ma, sostanzialmente in una situazione di continua
tensione tra Israeliani e Palestinesi, abbiamo appurato
che i pellegrinaggi in Terra Santa, oggi, sono sicuri, al
contrario di quello che si potrebbe immaginare dalle continue
immagini di scontri che ci giungono quasi quotidianamente. Solo
tanti controlli e polizia ovunque. La prudenza è in ogni
caso dovuta, ma, il conflitto, attualmente, non riguarda le mete
dei pellegrinaggi.

Le
vetrate di Chagall nella Sinagoga dell'Hadassah Medical Center
Naturalmente, la vista del muro,
dei mataldetector nei negozi dei quartieri israeliani, dei
tanti ceck-point sembrano per il pellegrino elementi
surreali inseriti nello splendido contesto,
incomprensibili...ma, ci sono così come gli attentati.

La
spianata delle moschee, in primo piano un check point
Così come è diversa la vita all'interno delle autonomie, dei
territori occupati, dove oggi è rinchiuso il popolo
palestinese, nei quali il problema è che ci si sente
imprigionati, dove il lavoro continua a mancare e c'è tanta
povertà e la situazione economica non è delle più rosee, dove
l'emigrazione sembra l'unica soluzione al disagio politico e
sociale, disagio il cui emblema è rappresentato da quel muro,
difensivo per gli Israeliani, di gabbia per i Palestinesi.
Il muro in costruzione
tra Gerusalemme e Betlemme
Forse gli unici che pagano sono
proprio loro, i poveri palestinesi dei territori occupati
a subirne le conseguenze perché sono chiusi: il dramma
della guerra sembra essere sostituto dal problema del
disagio sociale, dove le tensioni dei conflitti non sono
esteriori, ma, all'interno delle famiglie, dove i drammi della
crisi trovano sordinamente sfogo, prendendo sempre più piede
con forme di violenza. Questo dramma quotidiano lo si
apprende, ad esempio, sentendo le storie dei 60 bambini,
ospiti dell'orfanotrofio di Suor Sophie a Betlemme.

Gerusalemme
di notte: ebrei in preghiera al muro del pianto
E' in questa terra, a Gerusalemme in particolare,
che le tre religioni, le tre culture, quella ebraica, quella
musulmana e quella cristina esplicano la loro massima spiritualità. E'
qui dove la spiritualità di ogni fede si incontra l'una con
l'una e si scontra nel momento in cui si trova a
condividere luoghi, a scegliere i valori e le leggi della società.

Ebrei al muro del
pianto: durante una cerimonia religiosa vengono mostrate le
Tavole
Questo incontro tra le spiritualità qui, inverosimilmente,
arriva al suo apice: si trasforma in tensione sfociando
in modo errato nel peggiore dei modi, dimenticando
l'essenza aulica e somma del suo essere, fino al punto di
trovare esplicazione solo nella violenza, con forme bieche
purtroppo. Il ritrovare l'equilibrio della propria spiritualità
insieme con gli altri nella ormai difficoltà quotidiana porterà
alla pace.

L'arrivo al Museo della
Memoria dell'Olocausto "Yad wa Shem": il vagone
sospinto nel vuoto, simbolo della deportazione
Per questo, si può sostanzialmente dire che si avverte la
tensione, ma, allo stesso tempo la situazione
politica è difficile da giudicare obiettivamente, in quanto gli
annosi e numerosi episisodi di violenza, i fatti e le situazioni
sono così ormai ingarbugliate, che è difficile venirne a capo
sentendo sia i singoli episodi di guerra riportati dai
mass-media, sia il semplice soggiorno di qualche settimana
indurrebbe solo ad esprimere giudizi affrettati e, forse,
erronei.

Monsignor
Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario Patriarcale Latino a
Nazareth
Per questo cautela è dovuta di fronte a questo
pluralismo e fervore religioso, che vede all'interno delle
religioni stesse realtà variegate a volte anche in antitesi tra
di loro, che si trovano tutte in uno Stato, che esiste
solo dal 1948.

Il Cardinale Martini,
Santa Messa con i fedeli delle parrocchie del Sud-Ovest Milanese
Così, in questo contesto, il pellegrinaggio
senza alcun intoppo si è svolto nella serenità
all'insegna di un rigido e ben organizzato "time table",
nel corso del quale dalle guide è stata ripercorsa la vita di Gesù
tra archeologia, reperti storici, testi biblici ed
evangelici. Tra le guide, per la competenza, la
preparazione e la profonda e appassionata conoscenza del territorio, spicca Don Giampiero Alberti, il quale con semplici
chiare parole riesce a trasmettere ai propri pellegrini e non solo, la passione in quanto riesce a collegare storia,
tradizione, attualità e cultura mentre si percorrono i luoghi
sacri.
Nel corso del viaggio, inoltre, i fedeli sono stati ricevuti e
hanno potuto confrontarsi con i frati di Charles de
Foucauld, poi, hanno conosciuto il vicario Patriarcale di Nazareth,
Monsignor Boulos Marcuzzo, che li a ospitati nella sua casa,
inoltre, hanno incontrato il
cardinale Carlo Maria Martini, con il quale è stata celebrata una messa, e,
infine, hanno incontrato
il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, il quale si è presentato ai fedeli
raccontandosi e raccontando l'attività della Custodia.
Insomma, non per fare uno spot
pubblicitario, andate in Terra Santa e vedrete che tornerete più
ricchi non solo culturalmente, ma, anche perchè è il posto
giusto per rigenerare e rinvigorire lo spirito.
Vittorio Aggio
(testo, foto e video) IL
REPORTAGE CONTINUA... GLI ARTICOLI CORRELATI:
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