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Ultimo aggiornamento sabato 20.11.2004, CET 23:25

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Documento: tra i bambini di Suor Sophie
LA SOLIDARIETA' CESANESE A BETLEMME
Ecco il frutto dell'impegno di tutta la comunità


Usciti da Gerusalemme, a ovest, superato il muro, che divide i palestinesi dagli israeliani, si arriva nel territorio occupato di Betlemme. 

Il muro: a sinistra Israele a destra la Palestina

E' qui, in Palestina, che a pochi metri dalla basilica della Navità, dove è nato Gesù bambino,  sorge la "Crèche",  (la culla, il nido, in italiano),  l'orfanotrofio che ospita oltre cinquanta piccoli orfani di Betlemme. Qui, l'unica ancora di salvezza per i bambini orfani o abbandonati resta Suor Sophie Boudri con le suore  della Carità di St. Vincent de Paul , che da anni gestisce e accoglie i casi più disparati tra mille difficoltà, in un contesto politico e sociale precario, in cui la tensione tra israeliani e palestinesi, può degenerare all'improvviso fino allo scontro. Come  quando, di recente,  l'esercito di Sharon ha assediato la Basilica della Natività, dove si erano asserragliate decine di palestinesi e le scorte alimentari per i bambini erano arrivate a scarseggiare, come ci racconta Suor Sophie.

La Basilica della Natività, qui è nato Gesù Bambino

La "crèche" è una struttura moderna, pulita, accogliente e ben organizzata. L'efficienza è di casa. Appena superato un mesto atrio simile all'ingresso di vera e propria casa, si entra in un lungo corridoio, le cui mura sono   dipinte (da un cesanese) con disegni di personaggi fiabeschi e di temi a festa, che rendono l'ambiente caldo, solare e disteso. Qui, si affacciano con ampie vetrate le camere, forse per rendere l'ambiente meno chiuso,  gli spazi giochi e la sala neonatale.  Le stanze sono spaziose, allegre e  dotate di tutti i servizi. I bambini sono sereni, giocano tra di loro e sono accuditi con tanto amore. Hanno tutto, gli manca solo la mamma e il papà, che, però suor Sophie con le sue sorelle  supplisce egregiamente, in attesa che il destino di ogni bambino abbia una svolta positiva.

Ma, cos'ha in comune la "crechè" di Betlemme e  con Cesano Boscone? 

Ebbene sì, non tutti sanno e conoscono il prezioso lavoro dei volontari cesanesi, soprattutto del quartiere Tessera, grazie soprattutto al profondo impegno di Don Giampiero Alberti, che da anni ha fatto si che  la Crèche diventasse giorno dopo giorno sempre più bella, più calda e accogliente. Dalla posa dei pavimenti, ai quella dei rivestimenti, alle decorazioni pittoriche alla raccolta delle olive, a tante piccole altre cose. Tanto è stato ed è l'impegno dei cesanesi  che ha fatto sì  e fa sì che i tanti piccoli ospiti hanno potuto e possono avere una vita migliore. 

Suor Sophie con tanta grazia, ha accolto i pellegrini cesanesi e dopo averli rifocillati con le gustose e saporite pietanze preparate con zelo dalle suore e dalle mamme palestinesi ospiti della Crèche, ha ricevuto gli stessi  raccontando la propria attività.

 

Suor Sophie, responsabile dell'Orfanotrofio di Betlemme, inseme a Don Giampiero Alberti, mentre saluta i cesanesi

Ma, subito ha voluto ricordare, dopo aver descritto il dramma dei suoi bambini e di alcune loro mamme,  l'impegno dei cesanesi per la sua crèche: "Voglio ringraziare i cittadini di Cesano" ha raccontato suor Sophie ai presenti " che grazie ai suoi volontari delle parrocchie e ai soldi raccolti dall'amministrazione comunale,  che ha devoluto l'incasso di un concerto della festa Patronale, (n.d.r.: consegnato di persona per mano dell'allora sindaca Bruna Brembilla") è sempre stato sensibile ai problemi dei bambini di Betlemme,  i quali, vittime della violenza e dell'ingiustizia, hanno avuto meno l'amore e   la tenerezza;  la  comunità cesanese da anni continua ad impegnarsi e dare una man forte, contribuendo ad alleviare il dolore e la sofferenza di questi bambini, dando il forte contributo e sostegno ai diritti delle donne e dell'infanzia abbandonata". 

Come aiutare la Crèche? Preferibilmente, il metodo più efficace è quello del  sostegno a distanza: tutte le informazioni in merito le trovate sul sito: http://www.saintvincentguesthouse.net.

 

Vittorio Aggio 

(testo, foto e video)

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