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tra i bambini di Suor Sophie
LA SOLIDARIETA' CESANESE A BETLEMME
Ecco il frutto dell'impegno di tutta la comunità
Usciti da Gerusalemme, a ovest, superato il muro,
che divide i palestinesi dagli israeliani, si arriva nel
territorio occupato di Betlemme.

Il muro: a sinistra Israele a destra la
Palestina
E' qui, in Palestina, che a pochi metri dalla
basilica della Navità, dove è nato Gesù bambino, sorge
la "Crèche", (la culla, il nido, in italiano),
l'orfanotrofio che ospita oltre cinquanta piccoli orfani di
Betlemme. Qui, l'unica ancora di salvezza per i bambini orfani o
abbandonati resta Suor Sophie Boudri con le suore della
Carità di St. Vincent de Paul , che da anni gestisce e accoglie
i casi più disparati tra mille difficoltà, in un contesto
politico e sociale precario, in cui la tensione tra israeliani e
palestinesi, può degenerare all'improvviso fino allo scontro.
Come quando, di recente, l'esercito di Sharon ha
assediato la Basilica della Natività, dove si erano
asserragliate decine di palestinesi e le scorte alimentari per i
bambini erano arrivate a scarseggiare, come ci racconta Suor
Sophie.

La Basilica della
Natività, qui è nato Gesù Bambino
La "crèche" è una struttura
moderna, pulita, accogliente e ben organizzata. L'efficienza è
di casa. Appena superato un mesto atrio simile all'ingresso di
vera e propria casa, si entra in un lungo corridoio, le cui mura
sono dipinte (da un cesanese) con disegni di
personaggi fiabeschi e di temi a festa, che rendono l'ambiente
caldo, solare e disteso. Qui, si affacciano con ampie vetrate le
camere, forse per rendere l'ambiente meno chiuso, gli
spazi giochi e la sala neonatale. Le stanze sono spaziose,
allegre e dotate di tutti i servizi. I bambini sono
sereni, giocano tra di loro e sono accuditi con tanto amore.
Hanno tutto, gli manca solo la mamma e il papà, che, però suor
Sophie con le sue sorelle supplisce egregiamente, in
attesa che il destino di ogni bambino abbia una svolta positiva.
Ma, cos'ha in comune la "crechè" di
Betlemme e con Cesano Boscone?
Ebbene sì, non tutti sanno e conoscono il
prezioso lavoro dei volontari cesanesi, soprattutto del
quartiere Tessera, grazie soprattutto al profondo impegno di Don
Giampiero Alberti, che da anni ha fatto si che la Crèche
diventasse giorno dopo giorno sempre più bella, più calda e
accogliente. Dalla posa dei pavimenti, ai quella dei
rivestimenti, alle decorazioni pittoriche alla raccolta delle
olive, a tante piccole altre cose. Tanto è stato ed è
l'impegno dei cesanesi che ha fatto sì e fa sì che
i tanti piccoli ospiti hanno potuto e possono avere una vita
migliore.
Suor Sophie con tanta grazia, ha accolto i
pellegrini cesanesi e dopo averli rifocillati con le gustose e
saporite pietanze preparate con zelo dalle suore e dalle mamme
palestinesi ospiti della Crèche, ha ricevuto gli stessi
raccontando la propria attività.

Suor Sophie, responsabile dell'Orfanotrofio di Betlemme, inseme a Don
Giampiero Alberti, mentre saluta i cesanesi
Ma, subito ha voluto ricordare, dopo aver
descritto il dramma dei suoi bambini e di alcune loro mamme,
l'impegno dei cesanesi per la sua crèche: "Voglio
ringraziare i cittadini di Cesano" ha raccontato suor
Sophie ai presenti " che grazie ai suoi volontari delle
parrocchie e ai soldi raccolti dall'amministrazione comunale,
che ha devoluto l'incasso di un concerto della festa Patronale, (n.d.r.:
consegnato di persona per mano dell'allora sindaca Bruna
Brembilla") è sempre stato sensibile
ai problemi dei bambini di Betlemme, i quali, vittime
della violenza e dell'ingiustizia, hanno avuto meno l'amore
e la tenerezza; la comunità cesanese da
anni continua ad impegnarsi e dare una man forte, contribuendo
ad alleviare il dolore e la sofferenza di questi bambini, dando
il forte contributo e sostegno ai diritti delle donne e
dell'infanzia abbandonata".
Come aiutare la Crèche?
Preferibilmente, il metodo più efficace è quello del
sostegno a distanza: tutte le informazioni in merito le trovate
sul sito: http://www.saintvincentguesthouse.net.
Vittorio Aggio
(testo, foto e video)
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